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La Villetta per Cuba

La Villetta per Cuba

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Cuba si, bloqueo no!

Cuba si, bloqueo no!

Cuba si, bloqueo no!

 

Questo lunedì 29 Ottobre, dalle 17:30 in poi, l’Ass. La Villetta per Cuba ha incontrato la delegazione cubana proveniente dalla provincia di Artemisa,  composta dai compagni Jorge Oramas e Fernando Leon.

I compagni ci hanno aggiornato circa il nuovo corso delle politiche cubane, inaugurate dal nuovo presidente Miguel Diaz Canel, nonché sulla campagna internazionale contro il criminale “bloqueo” da parte degli U.S.A.

 
All’incontro ha partecipato il Primo Segretario agli Affari Politici dell’Ambasciata della Repubblica Cuba in Italia, il compagno Mauricio Alejandro Martinez Duque. Il compagno Duque ci ha aggiornato circa quanto accaduto recentemente, all’Assemblea Generale dell’ONU. Duque ha affermato che questo 16 ottobre 2018, gli U.S.A. hanno organizzato un evento anticubano per il lancio della campagna denominata Jailed for what (In carcere per cosa?). La campagna ha l’obiettivo di degradare l’immagine di Cuba agli occhi del mondo, e descrivere l’ isola come presunta violatrice di diritti umani per giustificare il prolungamento del bloqueo economico e commerciale su cui l’Assemblea Generale dell’ONU sarà chiamata ancora una volta al voto, precisamente questo 31 ottobre 2018. Fortunatamente la provocazione è stata seppellita dal coro «Cuba si, bloqueo no», che si è alzato tra i banchi della sala del Consiglio Economico e Sociale (Ecosoc) delle Nazioni Unite.

La giustificazione di questa farsa è sempre l’accusa, da parte degli USA, dell’esistenza di presunti prigionieri politici e presunte violazioni dei diritti umani. Il teatrino messo in scena questo martedì 16 ottobre nell’organismo internazionale, a corto di spettatori, ha visto come protagonista l’ambasciatrice Kelley E. Currie, delegata degli Stati Uniti nel Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, incaricata di proferire il discorso centrale dell’attacco, e Michael Kozak, alto funzionario dell’Ufficio di Democrazia, Diritti Umani e Lavoro del Dipartimento di Stato, una delle entità che riceve denaro, sempre dal governo statunitense, e lo redistribuisce per coordinare azioni perturbatrici e sediziose contro Cuba. Al loro fianco, si trova Luis Almagro, segretario generale dell’OSA (Organizzazione degli Stati Americani) e il Direttore Esecutivo dell’Istituto Internazionale sulla Razza, Uguaglianza e Diritti Umani, Carlos Quesada (che riceve dagli USA finanziamenti di circa 290 milioni di dollari), insieme al controrivoluzionario Alejandro González Raga. Durante l’assise è stata ripetutamente negata la parola alla rappresentante cubana, la S.ra Anayansi Rodríguez Camejo. La rappresentante USA si è rifiutata di accenderle il microfono. La reazione dell’ambasciatrice cubana è stata di pronunciare il suo discorso senza microfono, affermando che l’azione degli USA sta contravvenendo ai propositi e ai principi della Carta dell’ONU. In fondo alla sala, dove gli USA spargevano menzogne, si sono così sollevate le urla della delegazione cubana accompagnate dalle proteste di tante altre persone presenti nella sala, scandendo lo slogan «Cuba si, bloqueo no».

Un comunicato del MinRex sull’ accaduto afferma quanto segue:

 «Questa azione si inscrive nella sequenza di dichiarazioni contro il nostro paese realizzate durante le ultime settimane da funzionari di alto livello del governo degli Stati Uniti, che mostrano una ostilità crescente verso Cuba e la Rivoluzione Cubana», afferma il comunicato del MinRex.

L’obiettivo – prosegue – è quello della «fabbricazione di pretesti per mantenere e intensificare il bloqueo, che costituisce una violazione massiccia, flagrante e sistematica dei diritti umani dei cubani e delle cubane. Il governo degli Stati Uniti non ha alcuna autorità morale per criticare Cuba». Respingendo l’accusa sui presunti 130 prigionieri politici esistenti a Cuba, l’istituzione cubana reagisce affermando che gli USA farebbero bene a preoccuparsi maggiormente  «delle violazioni dei diritti umani che si producono nel loro territorio»«Non può parlare di diritti umani e democrazia un paese il cui sistema elettorale è corrotto per natura ed ha un governo di miliardari, destinato ad applicare misure selvagge contro le famiglie meno abbienti, i poveri, le minoranze e gli immigrati. […] In cui il denaro e gli interessi corporativi sono quelli che definiscono chi sarà eletto», continua la dura replica.

«Negli Stati Uniti, si nega il diritto di voto a centinaia di migliaia di statunitensi per il fatto di esser poveri […], i mezzi d’informazione sono in mano a élite corporative, un gruppo estremamente piccolo di società controlla i contenuti che il pubblico consuma, mentre si annulla o si marginalizza qualsiasi versione o opinione discrepante. […] È una vergogna che nel paese più ricco del mondo circa 40 milioni di persone vivano in povertà, 18.5 milioni in povertà estrema e 5.3 milioni in condizioni di povertà assoluta. La vita dei “senza casa” è miserabile: nel 2016, 553.742 persone hanno passato la notte in balia delle intemperie negli USA». Il lungo elenco di accuse che smascherano il sistema vigente negli USA prosegue identificando la «mancanza di garanzie per l’istruzione, la sanità e la sicurezza sociale, le restrizioni alla sindacalizzazione e la discriminazione terribile di genere» come frutto degli “interessi speciali” ossia del denaro delle grandi società.

Il Ministero degli Esteri cubano si concentra inoltre sulla discriminazione di genere, di orientamento sessuale e razziale presente negli USA affermando che le «donne statunitensi sono chiaramente discriminate nel lavoro e ricevono salari inferiori a quelli degli uomini per la realizzazione di uguale lavoro. La povertà, salute e problemi di sicurezza dei bambini sono preoccupanti»«Negli USA – prosegue – la ricchezza media delle famiglie bianche è sette volte superiore alla ricchezza delle famiglie nere. Più di una famiglia nera su quattro ha un patrimonio netto di zero o negativo. Il tasso di disoccupazione dei neri è quasi il doppio dei bianchi»«Il governo degli Stati Uniti dovrebbe rispondere per le 987 persone morte nel 2017 per mano di agenti incaricati di far rispettare la legge usando le armi da fuoco. Secondo questi dati, le persone afroamericane, che costituiscono un 13% della popolazione, rappresentano quasi il 23% delle vittime», concludendo che «esiste una discriminazione razziale sistematica nell’applicazione della legge e negli organismi giudiziari», portando come esempio il dato che i neri vengono condannati a pene superiori del 19% rispetto ai bianchi per casi simili.

«Gli Stati Uniti, che hanno promosso e sostenuto le sanguinose dittature militari nella nostra regione, con la complicità dell’OEA, hanno dichiarato la vigenza e l’applicabilità della Dottrina Monroe come strumento di politica estera, in totale disprezzo del Proclama dell’America Latina e Caraibi come Zona di Pace» accusa Cuba, precisando infine che nell’Isola «gli unici prigionieri che sono privati dei loro diritti e dignità, torturati e confinati per lunghi periodi, senza base legale, tribunali di giustizia né adeguato processo, sono quelli che il governo degli Stati Uniti mantiene nel centro di detenzioni arbitrarie e torture nella Base Navale di Guantanamo che occupa illegalmente parte del nostro territorio».

 

Il mondo, per il venticinquesimo anno consecutivo, si esprimerà contro l’embargo economico che gli Stati Uniti continuano a perpetrare dal 1960 nei confronti di Cuba, impedendo, di fatto, una normale attività economica, commerciale e finanziaria da parte della più grande isola dei Caraibi.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite infatti voterà una nuova risoluzione questo 31 ottobre 2018. Secondo le stime, dal 1960 ad oggi Cuba avrebbe perso più di 8,3 milioni di dollari a causa dell'embargo, davvero molto per un Paese di poco più di undici milioni di abitanti. Per questa occasione, l’ Ambasciata di Cuba in Italia, invita compagne, compagni, amici e simpatizzanti della causa Cubana a partecipare ad un grande evento contro il “bloque” che si terrà, dalle h. 16:00 in poi,  questo 31 ottobre, presso l’ Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, in Via Licinia, 7, 00153 Roma (RM).

 

 

 

 

Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!
Cuba si, bloqueo no!